Se sono luce posso aiutare qualcun altro a vedere

Ed ecco Dio

Oggi per la prima volta in vita mia sono riuscita in una impresa epica: partecipare alla marcialonga di San Giuseppe e anche dopo un numero di chilometri che fino a ieri per me era assolutamente impensabile, ero ancora in piedi, di passo deciso e senza acciacchi. Sia lode a Gesù!

Anche l’aria profumava di primavera con quella brezza leggera che ogni tanto ci accompagnava.

E a sera, mentre il cuore era ancora colmo di gioia e gratitudine, ecco il buon Dio ammantare di stupore un cielo intero…

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Il guerriero

Siamo stati per un week end a Firenze ed abbiamo dormito in un B&B vicino alla chiesa di Santa Croce. Passandoci davanti praticamente ad ogni spostamento da e verso il B&B, ogni volta ripetevo al piccolo, che adesso conta 6 anni:

«Vedi? Quella è la statua di Dante Alighieri, l’autore della Divina Commedia, il sommo poeta, “sommo” vuol dire grande, cioè quello lì è il più grande poeta di tutti i tempi… Dante Alighieri, ricordalo… Dante Alighieri… Dante…»

L’ultima mattina prima di andare a pranzo da amici ci passiamo ancora una volta ed io: «Allora ti ricordi chi rappresenta quella statua?»

Lc: «Ent! Ent, il guerriero!»

Io:«Ma come Ent!!! Aspetta, ti aiuto, fai.. un po’ meno Signore degli anelli…»

Lc: «Ah sì, mi sono ricordato: è Dante!»

Io :«Ohh finalmente!»

Lc: «Dante, il guerriero»

Io:«…sob…»

Parlandone dopo a pranzo con Hillary figlia di Poemen, mi ha rincuorato: « Beh a conti fatti però un po’ guerriero lo è stato per davvero.»

Se lei dice che va bene, io mi fido. Ne ho dedotto, quindi, che c’è ancora speranza per la formazione letteraria del piccolo, è solo la mia che vacilla sul serio: cinque anni di studi buttati al vento.

dante_santa_croce_florence20authorbruno20barral

Vi sveliamo cosa si cela nel titolo del film…

F

Non è una recensione, ma come voto gli diamo decisamente un ★★★★

Il più atteso film di animazione della Pixar di questo autunno nelle sale cinematografiche è stato senza dubbio “Alla ricerca di Dory”. Ovvero, il proseguo del film di animazione “Alla ricerca di Nemo“. Infatti si riparte proprio dalle circostanze che portano Dory a scontrarsi con Marlin lanciato all’inseguimento del motoscafo.

Già allora era in cerca dei suoi genitori che aveva smarrito a causa della sua perdita di memoria a breve termine e qui si fa spazio un dubbio: perché il titolo è “Alla ricerca di Dory” se poi la protagonista indiscussa, colei che crea dinamismo tra i personaggi marini, è proprio Dory che, non cerca una sua omonima ma i propri genitori?

Proviamo a spiegarlo. 😀

La memoria dell’amore

Come abbiamo già detto Dory dimentica le cose a breve termine, ma nonostante questo non può resettare la memoria a lungo termine e l’affetto “da” e “verso” i propri genitori, questo perché questo tipo di memoria si colloca temporalmente nella categoria dell’Eternità.

Noi riceviamo quel tipo di amore, che non perde mai la speranza, che è sempre benevolo e indulgente persino sulle mancanze più evidenti, da Dio stesso «Perché il suo amore è per sempre», come scrive il Salmo 136 ripercorrendo la storia della salvezza.

Messa in questi termini, Dory la è metafora perfetta di una persona di fede che cerca in Dio la propria  identità e le proprie origini: di continuo si perde il filo della relazione speciale con il Padre, eppure di continuo l’evidenza di Dio si riannoda negli eventi che essa vive.

Cosa accadrebbe se…mi perdessi di nuovo? Mamma, papà, andrà tutto bene perché so che anche se vi dimenticassi, sono capace di ritrovarvi.” (Dory)

Quando sai di appartenere ad un Padre che ti ama, sai anche che, per quanto la memoria sia corta e gli sbagli siano tanti, ci sarà sempre qualcosa che ti richiama alla ricerca più importante della tua vita, che ti dice a chi appartieni e chi sei. La certezza di essere “figli amati” cambia il nostro modo di agire e di essere.

Anche i genitori, quindi, fanno parte della sua identità e la memoria dell’amore ricevuto è la parte più profondamente e vera di sé.

L’amore che guarisce

Quando è ferma solo sulla propria autocommiserazione Sophie, del

Quando è ferma solo sulla propria autocommiserazione Sophie, del “Castello errante di Howl”, si accartoccia come una vecchietta. La maledizione che l’ha colpita mostra l’età del suo cuore.

Ho sempre trovato fortemente significativo il fatto che Dory ricorda meglio e vive meglio stando con i pesci che la facevano sentire amata e rispettata. Il parallelo con Sophie de “Il castello errante di Howl” ci sta tutto (ATTENZIONE, se non l’avete visto state per avere uno SPOILER), in quanto lei addirittura ringiovanisce fisicamente quando il suo cuore è attraversato dalla consapevolezza dell’amore per Howl.

Che fenomenale promozione del fatto che la vita, la morte e tutto ciò che sta nel mezzo, non si possono ridurre solamente al dato biologico! Anche la psiche e l’anima, che si nutrono di amore, contano tanto che, quando una persona si sente amata, i suoi difetti regrediscono o vengono limitati, un po’ come fa Gioia, in “Inside Out“, quando chiede a Tristezza di restare confinata nel suo cerchio.

Tenendo presente che in tante recensioni Dory viene accostata al concetto di persona affetta da handicap, il potere taumaturgico dell’amore è lampante.

Che farebbe Dory?

Marlin: Lei avrebbe sicuramente una idea di che cosa fare, se fosse qui. Non so proprio come ci riesca.”

Nemo: “Non lo sa neanche lei, papà, lo fa … e basta.”

Marlin: Allora non ci resta che pensare.

Nemo: Che farebbe Dory?

Marlin: Lei studierebbe la situazione, e poi valuterebbe, e poi analizzerebbe le alternative …

Nemo: Papà questo è “che farebbe Marlin”!

Marlin: Giusto, è quello che farei io! Lei non ci penserebbe due volte, lei guarderebbe la prima cosa che vede e …

Nemo: Dory lo farebbe.[/author_info] [/author]

Avete appena letto la peggiore banalità presente nel film. 😦

Noi qui siamo sempre dell’avviso che andare “dove porta il cuore” senza essere accompagnati dal cervello è sempre potenzialmente dannoso. Certo anche pensare senza agire, seguendo l’approccio di Marlin, non è una valida alternativa, ma agire senza pensare potrebbe essere peggio.

Cosa accadrebbe se tutte le volte che non trovo posto nel parcheggio desiderassi d’appiattire a fisarmonica tutte le auto già presenti? Sareste ugualmente contenti se le auto fossero le vostre? XD

L’impulso può indurci a buttarci in un fiume perché abbiamo sentito una richiesta di aiuto e sarebbe tutto sommato un gesto generoso, ma se ci sfugge il fatto che, magari, non sappiamo nuotare, rischiamo di essere solo d’intralcio per i soccorritori veri.

Coerentemente con il dialogo di prima, anche Dory afferma:

Le cose più belle capitano per caso, perché la vita è questa. (Dory)

E come darle torto! Se per scelta hai stabilito che ti fa fatica fermarti a pensare, è normale che, di conseguenza, subisci le avversità del tuo destino, inerme e senza possibilità di scampo.

Poi però è sempre Dory che arriva a chiedersi, parlando di sé stessa in terza persona, “cosa farebbe Dory?”, altro che elogio del mancato pianificare! E’ l’esatto opposto. Addirittura Giovanni Paolo II esortava i suoi figli spirituali con la massima “Uomo, sii te stesso!”. Cioè chiediti cosa puoi fare per esprimere il meglio di te stesso in ciò che vivi.

Questa è la soluzione per prendere a picconate i tanti muri dell’indecisione.

Ti sei chiesto precisamente quale sia ora la tua vocazione? (…) se troverai una risposta convincente a questa domanda saprai cosa fare! (Giovanni Paolo II)

 C’è sempre un’altra soluzione

Tempo fa lessi una poesia che diceva qualcosa del tipo che dopo aver bussato a tutte le porte, supplicato di entrare e avendone prese a calci un buon numero senza essere riusciti a scardinarne nemmeno una, ecco che all’improvviso se ne apre una, sfiorata per sbaglio, con un gomito, quando già stavamo andando via.

Ecco quella potremmo chiamarla casualità, oppure con il suo nome proprio: Provvidenza! 

Ai più scettici ricordiamo che “sorte” e “coincidenza” sono solo altri nomi in codice usati per dire che Dio agisce.

Conclusione: “Sigourney Weaver è Sigourney Weaver”?

L'avrete sicuramente vista in Avatar e prima ancora in Alien, oltre che in una serie lunghissima di film, ma adesso Sigourney Weaver passa alla storia con il suo vero nome inserito nel doppiaggio come voce guida del Parco Oceanografico di Morro Bay. In Italia l'hanno sostituita con Licia Colò.

L’avrete vista in centinaia di film, ma ora Sigourney Weaver passa alla storia con il suo vero nome interpretando niente meno che se stessa(!) in “Alla ricerca di Dory”.

Questo è stato scritto nei titoli di coda originali del film (senza punto interrogativo ovviamente!). Per chi non lo sapesse Sigourney Weaver, dopo aver recitato in Alien, Avatar ed un altro centinaio di film è diventata voce guida del Parco Oceanografico di Morro Bay, dove Dory è nata.

In Italia l’hanno sostituita con Licia Colò per ottenere il medesimo effetto comico, ma la domanda che mi ha suscitato è ben più profonda: alla fine di questo grande film d’azione in cui porto in giro la mia vita, potrò dire anche io di essere stata me stessa pienamente? Riuscirò mai a esprimere tutta la originalità con cui sono stata creata?

Il vero dramma è che se io non sono io… allora non si sta parlando di una semplice “ricerca” buona solo per farci un film di animazione. La sua caratteristica di base è proprio un dato di fatto: io dimentico.

Immersa nell’oceano delle mie occupazioni quotidiane, rischio di non sapere più chi sono, ma ecco che sul più bello la Provvidenza interviene per restituirmi quel pezzetto di identità che ho perso di vista. Sono sicura che è per questo che mi capita ascoltare quel sacerdote particolarmente ispirato nella sua omelia, di incrociare quel bambino che, di punto in bianco, mi chiede  “ma tu sei amica di Gesù?” (Ah-hem…!!!) , oppure anche quell’amico che ha fatto una esperienza spirituale importante e mi lascia quella sensazione particolare che ho iniziato a chiamare “nostalgia di Dio” e altre cose così.

Anche io come Dory non riesco a trattenere memoria di tutto quello che vivo, ma so riconoscere lo straordinario che irrompe nell’ordinarietà delle cose, ed è per questo che, anche io, mi sento  capace di ritrovare la strada: perché più ne faccio e più mi rendo conto che è Dio stesso che me la mette davanti agli occhi.

+Bonus points:  and the winner is…

Il “premio simpatia” di questo film di animazione va indubbiamente a Bailey, il beluga che fa funzionare l’ecolocalizzatore concentrandosi in un lungo “uuuuuuuuh”. 

Se potessi ne adotterei uno, portatile, da tenere in borsa per recuperare gli oggetti smarriti sul fondo, quando per prenderli non mi resta che iniziare a scavare.

Qui un assaggio del magico momento in cui scopre che il sonar funziona.

Il premio “Virtù della Fortezza”, per il miglior esempio educativo, va invece a Piper, il cortometraggio che anticipa “Alla ricerca di Dory” e che, da solo, giustifica almeno metà del biglietto al botteghino.

E’ la storia di un pennuto che ha sempre la peggio, sia con le onde del mare, che sistematicamente lo appallottolano tra piume, acqua e sabbia; sia con i suoi genitori, che non lo assecondano nella pretesa di essere nutrito. Scoprite da voi chi la spunta alla fine del corto!

Ecco il protagonista di Piper, il corto che anticipa Dory.

Ecco il protagonista di “Piper“, il cortometraggio che anticipa la proiezione del film nei cinema

[Pubblicato e meglio impaginato da CattOnerD il 25/10/2016]


  The Clone Wars ep.10: Il covo di Grevious. Incipit:

«Il più potente è colui che controlla il proprio potere.»

Dialogo finale all’interno del Consiglio dei Jedi.

Mace Windu: «Che è successo al tuo ex padawan?»

Fisto:«Il suo cuore era al posto giusto, ma ha voluto rispondere al potere di Grevious con il proprio.»

Yoda:«Rispondere al potere con il potere, questa la via dei jedi non è. In questa guerra un pericolo c’è: perdere ciò che siamo.»

fisto-consiglio

“Ferma, ne hai uno sul piede!”

Stavo per dire “Aaaaargh!”, pensavo di avere dato ospitalità a chissà quale terrificante insetto e invece si trattava solo di un Pòkemon esistente sullo smartphone di chi mi parlava.

Ebbene sì, con il caldo, a luglio, quest’anno sono arrivati in Italia anche i virtual Pokémon, che tutti pronunciano pòkemon, e che noi per non scontentare nessuno scriveremo, d’ora in avanti, senza alcun accento, alla faccia delle discriminazioni!

Il gioco per iPhone e dispositivi Android, ha spaccato: tra chi non ne può sentire il nome senza avere moti di nausea e repulsione, e chi lo adora e non può fare a meno di fermarsi a raccogliere animaletti virtuali anche a pochi metri dall’incrocio, sta di fatto che è già tendenza, ed il numero di download ha bruciato in pochissimo tempo le distanze con i colossi che, fino a ieri, erano WhatsApp e Facebook.

La domanda che ci siamo posti è “Perché”? Cosa spinge un numero così grande di giocatori ad abbandonare le loro tane postazioni indoor per iniziare a spostarsi anche fisicamente nello spazio? Di cosa sono davvero in cerca? Cosa manca alla loro vita che non potevano già conquistare con una miriade di altre app? La riposta l’abbiamo trovata passando attraverso i luoghi comuni che sono fioriti in rete e che, con somma soddisfazione, ci siamo dilettati a scovare per il gusto di infrangerli quasi tutti!

1) Non accettare caramelle dagli sconosciuti

Come faremo a tenere i nostri figli lontani dai maniaci e dai pedofili che possono adescarli ventilando la presenza di pokemon lontano dal nostro sguardo vigile? Il problema è vecchio quanto i social, e sentito, tanto che persino quei due truzzi, due scimmie parlanti, coff coff, due voci assolutamente agli antipodi rispetto al buon gusto e alla morale cattolica di  J-Ax e Fedez  sono arrivati alla medesima osservazione  modificando di pochissimo la prospettiva.

J-Ax e Fedez in “Vorrei ma non posto” si chiedono come faremo ad essere credibili dinanzi ai nostri figli, nonostante le nostre ragazzate. Semplicemente ignorano che l’uomo non è solo la somma dei suoi sbagli

 

E come faranno i figli a prenderci sul serio
con le prove che negli anni abbiamo lasciato su Facebook
Papà che ogni weekend era ubriaco perso
E mamma che lanciava il reggiseno a ogni concerto

E’ significativo che due personaggi di questa levatura  si pongano questo dubbio, ma, la risposta viene da sé che per chi come loro resta fermo  alla omfaloscopìa la battaglia è senza speranza, persa a tavolino senza nemmeno essere giocata. Per chi invece nella vita non si tira indietro, soprattutto dinanzi  alle sfide in cui è in ballo la vita (eterna) o la morte, l’esempio è l’insegnamento più efficace sia nel bene che nel male.

Magari non vantiamo un passato da immacolati (e spero proprio non da Valyriann!), ma se qualcosa abbiamo imparato da quello che abbiamo vissuto, se abbiamo trovato il coraggio di attraversare la porta della Misericordia, avremo una Sapienza nuova da trasmettere ai figli che vale più di tutte le ubriacature e i reggiseni lanciati ai concerti, perché ci rende immensamente più felici.

2) Pokemon GO e occultismo

Come molti videogiochi, Pokémon è pieno di concetti occulti come pietre magiche, teletrasporto, fantasmi, l’occhio che tutto vede, potere psichico e l’utilizzo di spiriti per ottenere risultati che nel mondo reale sono tutti “doni occulti”. ~ Schnoebelen, ex-satanista

Ok, l’occultismo esiste e bisogna starci attenti, ma a meno che non intendiamo fare del mondo cattolico qualcosa di simile ad una immensa riserva amish, forse è bene rimarcare anche il concetto che c’è distinzione tra il vedere i segni dell’occultismo e praticarli. Non credo sia proprio tutta colpa dell’elettroshock di Pikachu se non siamo più capaci di un serio discernimento tra il Bene e il Male.

Questa immagine è diventata celebre perché ha creato il luogo comune che i Simpson avessero profetizzato l’ascesa dei Pokemon come quella di Trump alle elezioni. In realtà … è solo un fotomontaggio!

 

Se entrare in chiesa per catturarne uno è per me aberrante, non lo farò e mi impegnerò a far sì che altri cacciatori possano comprenderne i motivi. Se uno non conosce Dio, ed entra in chiesa solo per lanciare la sua poketball … beh è entrato in chiesa(!!!) è una occasione per evangelizzare da non perdere! Magari facendo un po’ il misterioso e dicendo che lì c’è più di una preda, c’è un Cercatore imbattibile che è anche un Allenatore formidabile, con gente che lo segue anche per tutta la vita etc etc… 😉

Al di là di un tono volutamente goliardico, c’è da sottolineare, come abbiamo già fatto in questo articolo, che, i Pokemon e  tutti i GdR o [tooltip text=”Role-playing game.”]RPG[/tooltip] ispirati dal “[tooltip text=”Opere letterarie con elementi fantastici, più o meno consapevolmente ispirate a capolavori della narrativa quali ‘Il Signore degli Anelli’ di Tolkien.”]fantasy[/tooltip]” sono permeati di gli elementi magici o addirittura occulti, tuttavia partono da una tradizione letteraria, cinematografica e videoludica che spesso davvero poco ha a che fare con l’occultismo dei satanisti “motivati e consapevoli”. Certo stare vigili, scrutarsi dentro per capire se il nostro stile di gioco amplifica certe risonanze negative, è importante, ma spero che non siamo così ingenui da pensare di epurare la realtà dalla macchia del peccato semplicemente mettendo al bando tutto quello che non è ricompreso nei versetti biblici!

Purtroppo la zizzania è destinata a crescere insieme al grano (Mt 13, 24-30) e la via della santità non taglia via ogni possibilità di tentazione in stile Origene! Siamo umani chiamati a evolvere nella Grazia nonostante le tentazioni. E io resto una peccatrice amata anche se per mia natura mi ritrovo a fare il male che non voglio e non il bene che desidero. (Rm 7, 18-25)

3) Non c’è distinzione tra virtuale e reale

Penny Online Gaming- Most Notable

In uno dei più memorabili episodi di “The Big Bang Theory”, Penny perde la sua vita sociale per alcune settimane, del tutto ascimmiata per il mondo dei GdR Online. I nerd… beh, su queste cose sono già vaccinati! E fa sorridere vedere un fenomeno di “dipendenza” così esteso per la prima volta fuori dal mondo videoludico ^_^

 

E secondo voi questo vale solo per un video gioco? Non vi è mai capitato di leggere un libro talmente intenso da impegnare mente, cuore e respiro come se voi stessi foste catapultati nelle vicende narrate? Sì, in effetti in quel momento la vostra anima ludens non era perfettamente consapevole di ciò che accadeva nel mondo circostante, ma ogni tanto una pausa ri-creativa è umanamente necessaria!

È possibile che ci sia smarrimento, ma diventa patologico quando ci si lascia assuefare fino a perdere il senso della realtà che richiede, in alcune circostanze, un surplus di concentrazione o di responsabilità.

4) È causa di incidenti

Non ho nulla in contrario se uno, che è uscito di casa con l’auto e senza una meta precisa, decide di fermarsi, parcheggiare e fotografare un Pokemon a passeggio per la città, anzi magari in quella sosta la Bellezza del creato potrebbe travolgerlo e scoprirebbe che esiste un mondo fantastico che lo attende, oltre lo stretto orizzonte di un display.

Per chi se lo stesse chiedendo, Vaporeon sarebbe quello azzurro al centro…

 

Non sopporto nemmeno io, invece, chi vuole andare a comandare col trattore in autostrada, chi non sa vedere oltre le proprie impellenze ludiche, e non si rende conto di rischiare un tamponamento a catena quando inchioda in mezzo alla corsia, perché “Vaporeon sta facendo ciao-ciao sul guard rail, e io devo averli tutti!”. Si tratta di imbecilli collettivi, soggetti poco raccomandabili che la patente l’hanno presa con i punti dei biscotti e non aggiungo altro. Per fortuna ci sono casi in cui proprio le amministrazioni pubbliche hanno chiesto ai gestori della app se, per piacere, evitavano di piazzare distrattori-di-masse-non-pensanti in luoghi trafficati.

5) Tanta più gente esce in strada per camminare all’aria aperta e socializzare.
Ahahahahaha!

No, dico, ma secondo voi scambiarsi traffico di bit con lo sguardo fisso sul display equivale davvero ad una relazione sociale? Per me non si avvicina nemmeno lontanamente al gusto di una amicizia nella quale, anche solo quando ci si saluta, ci si guarda negli occhi.

Personalmente sono scettica anche sul salutismo di una passeggiata a piedi con occhio incollato al display. Non sono un medico per affermarlo, ma sono quasi certa che non apporti lo stesso beneficio. Nemmeno sull’abbronzatura. Non so voi, ma io ho provato a luglio a preparare anche esami universitari mettendomi col mio bel tavolino al sole, ma a parte il caldo, non sono andata oltre una colorazione appena percettibile. A parità di ore trascorse all’aria aperta ma senza lo stress da esami, l’effetto è stato notevolmente migliore. Suppongo che il Gran Capo Haestiquaatsi sia pronto per dire la sua in merito, ma mi piacerebbe davvero sapere se altri hanno avuto esperienze analoghe.

6) Condiziona i comportamenti, è in atto una mutazione antropologica

È già diffusa la notizia dell’esistenza di Pokemon-esca e di negozi, che stipulano contratti commerciali a pagamento pur di aggiudicarseli e richiamare così le folle in cerca di avventura nei propri punti vendita. È un po’ la scoperta dell’acqua calda nell’ambito del marketing: hanno semplicemente rivisto una meccanica di attrazione che poi è analoga a quella del volantino del supermercato, solo in chiave global & social.

I QR Code da scansionare ci hanno abituati a dare accesso a qualsiasi risorsa di devices, pur di scoprire quanto è profonda la tana del bianconiglio.

La realtà aumentata certo è più coinvolgente, ma nemmeno questa è una esclusiva della Nintendo. E non venitemi a dire che non sapevate di regalare, col vostro consenso, libero accesso alle risorse dei vostri devices, tutte le volte che avete scansionato un QR Code!

Il problema non è in sé nel donare i propri dati alle multinazionali, cosa che in fondo facevamo già anche semplicemente pagando l’assicurazione, il problema sta nell’uso commerciale successivo di quei dati, spesso volto a legarci a dei comportamenti di acquisto che altrimenti non avremmo.

Però cosa ci impedisce di infrangere questo circuito?

Tutto posso in Colui che mi da’ forza. ~ Filippesi 4, 13

Bisognerebbe tuttavia avere chiaro chi è “Colui” di cui si parla tanto, altrimenti anche questa soluzione è fuffa…

7) Amplifica la portata del controllo sociale del Grande Fratello

Le informazioni volontariamente immesse nella rete, con tanto di geolocalizzazione, in effetti si prestano a forme di controllo visivo e comportamentale ancora più invadenti lì dove i mezzi di Street View o il classico tracciamento virtuale non possono arrivare.

La app è studiata per essere irresistibile così come lo sono stati i vari social in auge prima di questa. Ma a questo punto possiamo dare una risposta univoca sul perché ha così successo? Su cosa fa realmente leva?

Conclusioni

 “Pokemon go è ciò che noi vogliamo che sia. Sta all’uomo scegliere di esserne fagocitato rischiando di andare a sbattere contro un palo per strada o di viverlo in modo autentico, come una semplice opportunità di svago e divertimento.” (Massimiliano Padula, AgenSiR)

 

Probabilmente è vero che cerchiamo ambiti dove sentirci eroi gratificati a rischio (quasi) zero, ma volontariamente ignoriamo il costo della perdita del nostro tempo e della nostra libertà per incatenarci alla ricerca di qualcosa che …non esiste! E se anche vogliamo considerare il virtuale come una realtà che ci porta pur sempre a popolare un Pokedex, persino San Paolo concorderebbe con la massima che…

“[…]se anche avessi tutti i Pokemon del mondo, ma non avessi l’Amore, non sarei nulla”. (cfr  San Paolo di Tarso 1Cor 13, 1-2)

poke genCerto mettere la ricerca di Dio sullo stesso piano di quella di Mewtwo non è il massimo per chi non vuole percepire la differenza tra “reale” e “inesistente”, però se ci fermiamo a pensare, un sistema tipo “Jesus Go” non sarebbe poi tanto differente. 😉

Chi cerca Gesù lo trova! Per le strade, nei negozi, nelle albe e nei tramonti, sui campi da calcio come tra i letti di ospedale, nella gioia e nelle sfighe epocali è possibile che un cercatore attento riesca a intravedere quel Mistero d’Amore che si è manifestato in maniera evidente una volta, e poi è rimasto con noi tra le pieghe del tempo per non lasciarci mai soli. 🙂

Qui in palio c’è la felicità, la vita eterna e la certezza granitica che siamo figli di un Sogno che ci vuole veder crescere da Eroi, ma di quelli veri, e ci ama anche a prescindere dal raggiungimento del livello epico! I Pokedex e le pokeballe virtuali, invece, sono destinate a scomparire al primo reset di classifica.

POKEMON IERI E OGGI

Dai Catholic-meme alla GMG di Cracovia, i Pokemon possono essere cristianamente considerati per quello che sono: un fenomeno di costume buono per scherzarci su, senza prendersi troppo sul serio.

 

 

Pubblicato e meglio impaginato su Cattonerd.it l’1/08/2016.

Lc e Viv, ovvero, la memorabilità e l’epicità in forma di dialoghi, in questo caso, solo telefonici.

Scena 1 – aprile 2016

Lc: Ciao zia Viv!!! Sai che sto vedendo i Holly e Benji? Sono fortissimi!

Viv: Ma tu sai giocare a calcio? Mamma ti porta a giocare?

Lc: Fanno tiri potentissimi, prendono palla così, poi fanno così e così… [il tutto lo dice gesticolando e mimando delle cose che, ovviamente, restano completamente ignote a chi è dall’altra parte del telefono]

Viv: Ok, passami un po’ tu madre al telefono…

M: Ciao Viv, come stai?

Viv: Tu fijo m’ha detto che gliè stai a ffà vedè Holly e Benji, ma poi nun c’ho capito niente di che sta a ffa…

M: Ehehehehe! Sì, praticamente, si è così entusiasmato che dopo aver visto le prime puntate che ha iniziato a giocare passandosi la palla fantasma da solo.

Viv: Eh?

M:Parte dalla cucina, calcia un mega tiro alla Holly, con le mani simula la palla che si news6372deforma nella tipica maniera uovo-panino-uovo-panino, poi va in fondo al salone e, o la para come Benji, o se la ripassa al volo per tornare di corsa in cucina.

Viv, lascia trascorrere attimi silenzio drammatico, poi sospira e aggiunge: …  è che sto ragazzino è nato sfortunato, in una famiglia in cui su due genitori non ce n’è uno che ne capisce di calcio. Mi sa che me tocca venì giù pe’ davero per insegnargli un po’ a giocare…

M: Per noi sarebbe una notizia fantastica!

 

Scena 2 – 18 maggio 2016

Lc è contentissimo della festa animata di compleanno che gli abbiamo regalato. Così contento che non lascia a Viviana nemmeno il tempo di parlare al telefono, perché ansimante, e in modo assolutamente incomprensibile, le cerca di raccontare tutta la festa, ma proprio tutta, e nei dettagli.

Viv lo sente affannarsi tra parole sconnesse o addirittura inventate, e cerca di recuperare qualcosa a favore di un dialogo costruttivo e gli chiede che regali ha avuto.

Lui, che aveva giocato fino all’ultimo secondo, ancora non aveva avuto il tempo di scartarli, ma uno, non incartato, lo aveva visto e gradito tantissimo: la bicicletta su cui è convinto che ci siano 7 marce perché ha contato 7 pignoni. E qui comincia la parte epica della telefonata, perché lo sentiamo dire:

«Sai che adesso ho una bici  con 7 marce? Tu quante marce hai alla tu26-kcp-mountain-bike-tp_3340292858035018653fa bici?»

Viv: Io non vado in bici, però ho la macchina, l’Alfa Romeo, con le marce!

Lc: E quante marce ha la tua macchina?

Viv: Sono 5, se ci metti pure la retro-marcia sono 6

Lc: Uhm… dài ci sei quasi! Pensa che io ho la mia bici e ne ho già 7!!!!

 

Appunti su dialoghi e frasi memorabili da fargli rileggere tra una decina d’anni.

Scena 1 –  agosto 2015

M: Lc guarda! Oggi apriamo il cocco!!

Lc: Il cocco? Ma io non l’ho mai mangiato da solo, io l’ho sempre visto con lo yogurth!

coco-yogurt-unsweetened

 

Scena 2 -febbraio 2015

Lc: Mamma posso avere uno “yogurt alla presenta”?

M: Un … che?

Lc: Lo yogurt alla presenta!

M: … alla…

Lc: Presenta!!!

M: Ma sei sicuro che ce lo abbiamo in casa?

Lc: Sì l’ho visto in frigo e lo abbiamo pure comprato insieme!

M: Ma in frigo di “yogurt comprato insieme” ci sta solo il “Fruttolo”.

Lc: E sì è proprio quello! E in televisione lo chiamano “Fruttolo Presenta…”

Per chi se lo fosse perso, qui il link allo spot